Eugenio Carmi

EUGENIO CARMI
Genova, 17 febbraio 1920 – Lugano (Svizzera), 16 febbraio 2016
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Eugenio Carmi, che si definiva un “fabbricante di Immagini”, inizia come pittore figurativo, dapprima da autodidatta poi seguendo l'insegnamento dello scultore Guido Galletti a Genova e successivamente, per due anni a Torino, quello di Felice Casorati, con il quale definisce la propria formazione. Il suo modo di dipingere fino al 1950 è, infatti, fortemente casoratiano anche se riesce a far sua la lezione del maestro con una interpretazione personale, specie nell'uso del colore, materia a lui particolarmente affine grazie agli studi di ingegneria chimica svolti al politecnico di Zurigo.
Fin dall’inizio degli anni '50 è tra i maggiori esponenti dell’astrattismo italiano; nei primi due decenni con la pittura informale e dalla fine degli anni '60 nel rigore delle forme geometriche, che svilupperà progressivamente nel corso della vita. 
La maggior parte delle sue opere è su tela, ma importanti sono anche le carte, i lavori in ferro, le latte, i multipli e le sculture.
Dal 1958 al 1965 è Art Director di Italsider e nel 1963 fonda la Galleria del Deposito. Membro dell’Alliance Graphique International, è considerato uno degli innovatori del linguaggio grafico degli anni cinquanta e sessanta.
La costante quotidiana della pittura nel suo studio non è mai solo un fatto puramente personale, ma, sempre in collegamento col mondo e con gli altri - collaboratori o altri artisti e intellettuali -, ha spesso un ruolo trainante e di catalizzazione di talenti.
Dall’amicizia e collaborazione con Umberto Eco nascono tre favole per bambini e Stripsody, opera che deve la sua unicità alla profonda sintonia artistica e umana tra lui, Eco e Cathy Berberian.
Ha esposto in numerosissime personali in Italia e all’estero.

©Lisetta Carmi - Martini & Ronchetti

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