BRUNO CASSINARI
Piacenza, 29 ottobre 1912 - Milano, 26 marzo 1992
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Bruno Cassinari si trasferì nel 1929 a Milano, dove fu intensamente attivo fin dai tempi dell’adesione al gruppo di “Corrente”.
Il suo amore per la costa francese e, prima ancora, per la campagna natia lo indusse però a lasciare periodicamente l’atelier di via San Tomaso.
Luogo amato e di intensi scambi artistici fu infatti Antibes, dove tra il 1949 e il 1953 Cassinari conobbe Picasso, Georges Braque, Marc Chagall, Paul Eluard, Jean Cocteau.
Pur diverso nel suo accento primigenio e materno, non fu però meno amato Gropparello, dove nel 1962 l’artista riaprì lo studio di un tempo in compagnia di Ernesto Treccani: a due anni dalla morte della madre.
Fervido interprete del reale attraverso la forza del colore, ritrattista mondano – celebri i dipinti di Gina Lollobrigida (1955) e di Carla Fracci (1958) – ma anche pittore del sacro – sue le vetrate nella basilica di San Domenico a Siena (1982) –, Cassinari è scomparso a Milano, nello studio che recava ovunque tracce del suo temperamento artistico, nelle tele da ultimare, negli amati oggetti d’antiquariato, nei disegni abbozzati e nei sedimenti di colore sulle pareti.
