CESARE ANDREONI
Milano, 30 giugno 1903 - 1 luglio 1961
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Aderisce giovanissimo, nel 1924, al Movimento del Futurismo, con il quale espone alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma, nonché in numerose rassegne del gruppo in Italia e all’estero, apprezzato e sostenuto da Marinetti, di cui è amico personale. Nel 1931 sottoscrive il Manifesto dell’Aeropittura con il Gruppo dei futuristi milanesi - Munari, Gambini, Bot, Duse, Manzoni -. Nel 1929 apre a Milano una bottega per la quale progetta oggetti, complementi, mobili, cuscini, pochette, trousse, realizzati da lavoranti coordinate dalla moglie Chiff. Opera anche nel mondo della pubblicità, della grafica, dell’illustrazione e degli allestimenti con un linguaggio innovativo e originale. Dal 1941 alla fine del 1942 è corrispondente di guerra prima nei Balcani poi in Russia con l’ARMIR: numerosi i disegni realizzati in questo periodo che ritraggono la realtà dolorosa e terribile di soldati e civili di entrambi gli schieramenti, ripresi poi in tempere e acquarelli di più ampio respiro. Rientrato in Italia, affetto da una malattia respiratoria contratta al fronte che sarà la causa della morte, continua a lavorare in molti ambiti e ferma sulla carta, con tratti rapidi ed efficaci, momenti di viaggi e di vacanza.
Cesare Andreoni sui tetti di via Solferino 11, 1928 circa
Archivio Cesare Andreoni
