PIPPO RIZZO
Corleone (PA), 6 gennaio 1897 – Palermo, 5 marzo 1964
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Energico intellettuale e artista versatile, Rizzo fu il leader del Futurismo siciliano. Dopo un lungo soggiorno romano, all’inizio degli anni '20, durante il quale conosce personalmente Filippo Tommaso Marinetti, frequenta e stringe rapporti di amicizia con Balla, Bragaglia, Depero, Dottori, Prampolini, Cambellotti e altri, diffonde il ‘verbo futurista’ nell’isola, lavorando tanto sul piano teorico – in qualità di critico e giornalista –, che pratico insieme agli amici artisti Vittorio Corona e Giovanni Varvaro. Nel ’25 apre la Casa d’arte Futurista Pippo Rizzo, la più importante nel Sud Italia, dimostrando un’intelligente inventiva nel campo delle arti applicate, in strettissima correlazione con le coeve esperienze di Balla e Depero. In quegli stessi anni inizia una fervida – e mai interrotta – attività espositiva, partecipando ad esempio alla XV Biennale di Venezia del 1926, la prima con una sala futurista. Negli anni '30 comincia ad avvicinarsi ai modi stilistici della corrente Novecento, promossa dalla Sarfatti, guardando soprattutto alla poetica di Carrà. Contestualmente viene nominato direttore dell'Accademia di Belle Arti di Palermo. Durante gli anni della guerra si trasferisce con la famiglia a Roma, dove sarà prima docente e poi direttore dell’Accademia di Belle Arti. Qui stringe, tra via Margutta, via del Babbuino e il Caffè Aragno, rapporti con artisti quali De Chirico, Tosi e Greco, e con i maggiori galleristi. Dal secondo dopoguerra è sistematicamente invitato a molteplici edizioni della Biennale di Venezia e alle Quadriennali di Roma e, anche una volta tornato in Sicilia, continua ad essere presente a centinaia di esposizioni, sia in Italia che all’estero.
Rizzo nel suo studio di Palermo, anni '50.