CARLO LEVI
Torino, 29 novembre 1902 - Roma, 4 gennaio 1975
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Si laurea in medicina, ma da giovanissimo si interessa alla pittura. Ottiene i primi risultati a partire dal 1923 e partecipa con regolarità agli eventi nazionali e internazionali con rassegne collettive e personali. Negli anni successivi Levi trascorre lunghi periodi a Parigi e nel 1929 espone con il gruppo dei Sei di Torino, sostenuti dal critico Edoardo Persico e dallo storico dell'arte e critico Lionello Venturi. La sua attività pittorica lo porta a frequentare una schiera di intellettuali italiani e stranieri che consolidano il suo impegno politico di antifascista. Fra i fondatori di Giustizia e libertà (1929) è arrestato nel 1934 e inviato al confino in Lucania dal 1935 al 1936. Da tale esperienza nasce la stesura del suo scritto più famoso Cristo si è fermato a Eboli, pubblicato nel 1945, che fa conoscere al mondo la condizione della civiltà contadina del Sud Italia. L'attività artistica prosegue intensa per tutti gli anni del dopoguerra fino alla morte con mostre personali in Italia e all’estero, intrecciata alla sua costante produzione letteraria e alla sua presenza sulla scena politica: eletto senatore indipendente nel 1963 e nel 1968. Nel 1973, in stato di temporanea cecità, scrive l’ultima opera che sarà pubblicata postuma con il titolo Quaderno a cancelli.
Carlo Levi ritratto da Paolo Monti, davanti al busto della madre, 1954