OTTAVIO MISSONI
Ragusa (Dalmazia), 1921 – Sumirago (VA), 2013
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Lo stile Missoni è frutto di un fortunato sodalizio di coppia tra Tai e Rosita. Nel 1953 si sposano e avviano insieme un’attività di maglieria a Gallarate (VA).
Nel 1970 a Cortina i Missoni fanno sfilare 8 completi realizzati con la tecnica patchwork che Ottavio sperimentava assemblando piccoli ritagli di maglia in bellissime composizioni caleidoscopiche. E’ l’inizio del suo viaggio artistico con il patchwork.
Nel 1975 Renato Cardazzo allestisce a Venezia una mostra personale di Ottavio alla Galleria d’Arte Il Cavallino in cui espone i suoi tessuti in maglia come quadri. Guido Ballo presenta il catalogo con il titolo Missoni e la macchina mago.
Nel 1978 i Missoni presentano una mostra retrospettiva alla Rotonda di Via Besana a Milano e al Whitney Museum of American Art a New York che per la prima volta accetta di esporre ‘Moda’ nelle sue prestigiose sale. Nel 1979 Maria Pezzi scrive su «Il Giorno»: “Sono pezzi da museo, ma indossateli pure”.
Nel 1981 a Milano la Galleria del Naviglio allestisce una mostra dei patchwork di Ottavio che Guido Ballo battezza ‘nuovi arazzi’. Renato Cardazzo nel presentare il catalogo scrive: “Missoni non è una fabbrica, non è uno stilista, ma semplicemente un artista”. Per l’interessamento di Arnaldo Pomodoro, i ‘nuovi arazzi’ vengono esposti in una mostra personale all’ Art Museum dell’Università della California a Berkeley. Nel 1988 si inaugura la mostra di arazzi L’emozione della materia al Museo delle Arti Applicate di Zagabria.
Oggi i suoi arazzi, che per 40 anni sono stati esposti in Musei e Gallerie d’Arte di tutto il mondo, sono esposti in un’installazione permanente al Museo MA*GA di Gallarate nella Sala Arazzi Ottavio Missoni a lui dedicata.
1986 Ottavio Missoni al suo tavolo di lavoro, impegnato alla creazione di un arazzo.