BARTOLOMEO GATTO
Moio della Civitella (SA), 25 agosto 1938 – 19 luglio 2021
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Pittore e scultore, i suoi primi lavori sono stati ispirati dalla sua terra natale, il Cilento. I colori sono vibranti, la terra è spoglia e asciutta, le forme sono semplici e dirette come la gente di quei luoghi.
Negli anni 70 prende l’avvio il ciclo pittorico “Bambini”. Dove il colore brillante e materico dei bambini e dei pianeti si staglia su cieli metafisici ed onirici.
A partire dagli anni '80, le tele di Gatto si animano: le Pietre Amanti hanno una pelle vibrante, calda e sensibile. I sentimenti sono presenti e le sue pietre sono capaci di creare grandi poemivisivi.
Il passaggio dalla tela alla materia è naturale. Le sculture, che inizialmente traggono origine dalle Pietre Amanti, sono realizzate in bronzo, legno e pietra.
Bartolomeo Gatto ha progettato e realizzato oltre 200 mostre personali, sia in spazi pubblici che privati, tra le quali il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, Palazzo dei Diamanti a Ferrara, Villa Visconti Borromeo Arese Litta di Lainate, Istituti Italiani di Cultura all'estero di New York, San Francisco e Stoccarda, Palazzo Barberini a Roma, Castello di Arechi. Critici d’arte, come Pierre Restany ed Everardo Dalla Noce, lo hanno accostato ad artisti come Jackson Pollock, Kandinsky, Soutine