FAUSTO PIRANDELLO
Roma, 17 giugno 1899 – 30 novembre 1975
______________________
É il terzogenito di Luigi Pirandello. Esordisce nel 1925 alla III Biennale romana con un dipinto intitolato Bagnanti (disperso), tema che, insieme alla natura morta, ispirerà gran parte del suo lavoro. Nel 1926 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, dove continuerà a esporre con regolarità dal 1932 al 1942 e poi nuovamente dal 1948. A Parigi, dove soggiorna tra il 1928 e il 1930, completa la propria formazione a contatto con le opere di Cézanne, dei cubisti, dei surrealisti e dei pittori dell’École de Paris. Nel 1929 alla Galerie Vildrac tiene la sua prima personale. A partire dal 1935 è presente alla Quadriennale di Roma, dove nel 1952 ottiene il primo premio. Nel 1947 è eletto Accademico di San Luca insieme a Giorgio de Chirico. Nel 1949 esce la voce a lui dedicata redatta dal poeta Emilio Villa per la Enciclopedia Italiana della Treccani. Nel 1950 il pittore e critico d’arte Virgilio Guzzi, che lo segue da tempo, pubblica con l’editore De Luca la prima monografia su Pirandello e l’anno seguente si tiene a Roma, nelle sale di Palazzo Barberini, la sua prima antologica, presentata da Fortunato Bellonzi. Nel 1954 il saggio che Lionello Venturi gli dedica sulla rivista «Commentari», in cui definisce astratta e concreta la sua recente pittura, consolida la sua fama. L’attività espositiva in Italia e all’estero prosegue intensa, tra l’altro con due personali a New York (1955, 1962), e numerosi riconoscimenti pubblici. In questi anni, senza prescindere mai del tutto dalla realtà, conduce una ricerca orientata al colore, esplorato nelle sue infinite potenzialità anche attraverso una ricca e raffinata produzione di disegni a pastello.
Fausto Pirandello settantenne davanti all’opera Tavola sparecchiata (1958-60) all’inaugurazione della personale alla Galleria Gian Ferrari, Milano 1969.