REMO BIANCO

REMO BIANCO

REMO BIANCO
Milano, 3 giugno 1922 – 23 febbraio 1988
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Dagli anni ‘40 fino alla sua scomparsa, Remo Bianco è stato uno dei protagonisti del panorama artistico milanese e italiano del Novecento, conducendo un percorso unico nel suo genere, caratterizzato da un’intensa sperimentazione e ricerca formale. Allievo di Filippo de Pisis, verso la fine degli anni ’40, accanto alle sue opere figurative, si dedica a nuove prove in sintonia con le ricerche imperanti dello Spazialismo e del Movimento Nucleare. Inizia a sperimentare le opere 3D, l’Arte Improntale e le opere Nucleari. Dal 1952 inaugura il lungo e importante sodalizio con Carlo Cardazzo, esponendo alle gallerie del Naviglio di Milano e del Cavallino di Venezia. Nel 1955 trascorre un periodo a New York dove incontra Jackson Pollock e, in seguito alla riflessione svolta sull’Action Painting, inizia a lavorare ai Collages e subito dopo ai Tableaux Dorés, il ciclo di opere che lo consacrano alla notorietà. Tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80 intensifica i rapporti con il contesto culturale parigino e sviluppa una serie numerosa di sperimentazioni rivoluzionarie come l’Arte Sovrastrutturale, l’Arte chimica, i Quadri parlanti e l’Arte sadica, oltre a realizzare audaci performance.

Remo Bianco con Filippo de Pisis alla mostra Autoritratti di artisti contemporanei, Galleria del Naviglio, Milano 1952.

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