ATTILIO ALFIERI
Loreto (AN), 16 febbraio 1904 – Milano, 22 aprile 1992
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Inizia come decoratore nella natia Loreto che lascia nel 1923 per specializzarsi a Piacenza. Nel 1925 approda a Milano e frequenta i corsi serali di pittura all'Accademia di Brera e del Castello.
Nel 1930 si trasferisce in via Solferino 11, covo di giovani artisti, tra i quali Birolli, Del Bon, Lilloni, Spilimbergo e Andreoni, tutti seguiti da Edoardo Persico. Il critico sul «Corriere Padano» del 3 marzo 1933, lo annovera “tra i più significativi pittori d’avanguardia, il meno infarcito di problemi estetici e tricomie“.
Nella collettiva del 1931 I pittori del numero 11, la sua prima apparizione pubblica, mentre la prima personale, al Circolo Filologico di Milano, è del 1934. A cavallo tra gli anni ’30 e ’40 espone in varie edizioni del Premio Bergamo, della Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia.
L’inquietudine sperimentale l’avvicina all’astrattismo ma è soprattutto nei collage, con l’esperienza decorativa e l’utilizzo di materiali diversi, dove raggiunge gli esiti più significativi con gli straordinari lavori negli stand delle fiere.
Numerose le esposizioni nel dopoguerra. Ricordiamo, l’antologica all’Arengario del Comune di Milano e alla Società Promotrice Belle Arti al Valentino di Torino nel 1971; del Comune di Roma a Palazzo Braschi nel 1974, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1979, al Palazzo Reale di Milano nel 1981 e al Comune di Loreto nel 1989.