RENATO BIROLLI
Verona, 10 dicembre 1905 - Milano, 3 maggio 1959
“Fui un uomo ed ebbi alcuni colori”
Sedicesimo Taccuino, maggio-16 giugno 1942
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Protagonista della pittura italiana del secolo scorso, nella Milano degli anni Trenta Renato Birolli è stato il maggior interprete della pittura neo-Romantica – successiva alla pittura neo-Classica del Novecento – e, con Guttuso, l’artista più significativo del movimento espressionista di Corrente (1938-1943).
Nel Dopoguerra è stato una “coscienza critica” del Postcubismo raccolto attorno al Fronte Nuovo delle Arti (1946-1948) e una figura centrale del Gruppo degli Otto (1950-1954), la tendenza astratto-naturalistica teorizzata da Lionello Venturi.
Durante gli anni Cinquanta, al ritmo di lunghi soggiorni di contemplazione solitaria (tra tutti a Manarola, dove dipinge la celebre serie degli Incendi nelle Cinque Terre), la sua ricerca evolve verso un’astrazione di origine naturalistica che si pone in piena sintonia con la temperie informale internazionale; in questi anni, si fa particolarmente intensa l’attività espositiva all’estero, in Francia, in Germania, in Brasile e negli Stati Uniti.
Col suo forte carisma, Birolli ha segnato due decenni del dibattito artistico e intellettuale italiano di Corrente e di altri movimenti, rimanendo sempre fedele a se stesso: allo stesso tempo intellettuale e poeta, critico esigente del proprio tempo e amante appassionato del colore.